Pandemia 1835

Annotazioni del dottor Francesco Maria Marcolini intorno al Cholera Cianico di Venezia nell’anno MDCCCXXXV

Istruzioni per gl’infermieri e per gli altri individui che si debbono prestare all’assistenza degli ammalati di Cholera

Lettera del dottor Giacinto Namias sui buoni effetti del cloro usato internamente nella cura dei colerosi

Nell'autunno del 1835 Venezia veniva colpita da un'epidemia di colera, che subito si trasformerà in pandemia. La malattia arriva dall'India, e ha già colpito inesorabilmente le capitali d'Europa: Mosca, Varsavia, Vienna, Parigi, Londra; e temuta e attesa entra in Italia: Genova, Milano, Venezia.

Una breve antologia di testi originali scritti in prima persona da medici del tempo a ridosso della prima ondata del morbo. Il colera nell'Ottocento è una malattia insidiosa, mortale, orribile, di cui l’arte medica stenta a conoscere le cause, i modi, gli effetti. Sviluppatasi in India, colpirà una prima volta l'Asia fermandosi sulle coste del Mar Caspio nel 1823. Ma tre anni dopo, nel 1826, ripartirà per colpire anche l'Europa e l'America. Diffusa da guerre, migrazioni, commerci, trovò facile esca nelle tragiche condizioni igieniche delle sovrappopolate città dell'età della Restaurazione.

L'arte medica del tempo, tra salassi e clisteri, è assolutamente inadeguata; ma gli uomini, e le donne, che la esercitano sono preparati e determinati. Sarà una lotta di decenni, con decine di migliaia di morti; ma alla fine almeno in parte vittoriosa.

La lotta alle pandemie ottocentesche di colera avrà influssi profondi sulla cultura occidentale: sviluppi nelle conoscenze mediche e scientifiche; miglioramenti delle condizioni igieniche sociali e personali; trasformazioni radicali nell’assistenza e nel controllo delle malattie. In parte sono dovuti anche al lavoro degli autori dei piccoli saggi raccolti in questa antologia. Un indispensabile raffronto tra passato e presente.

Con le «Annotazioni sul cholera cianico» di Francesco Maria Marcolini, una «Lettera sugli effetti del cloro» di Giacinto Namias, e «Le istruzioni per gl'infermieri» di anonimo.

Illustrazioni d'epoca e una mappa aggiornata della diffusione della pandemia di colera dal 1826 al 1837.

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